Avrò e avrai sentito centinaia di volte sbandierare gratuitamente “mi sono laureato all’università della strada” o più filosoficamente “…della vita”, da parte di chi, per sua scelta o impossibilità o condizionamenti, abbia studiato poco a scuola… ma chi gliel’ha contestato poi… bah.

Per troppo tempo ho sorriso ingoiando il rospo… il rospo si è trasformato in vomito e questo proprio non riesco ad ingurgitarlo.

Il motivo NON è nel ritenere la mia cultura in assoluto superiore a quella dello “sbandieratore”… io ritengo la mia inferiore a quella di infiniti altri esseri umani (infiniti perché conteggio anche i morti)… ma la sua mancanza di umiltà mi scassa i gabbasisi.

Quindi bollino di serie B (ad essere tenero) per la cultura di quel genio che vorrebbe ridurre i miei anni di studio ad un’inutile pippa mentale… oltre ovviamente per quei casi in cui una cultura porta alla violenza ben più grave (fisica o psicologica) che è per Costituzione inferiore.

Per essere ancora più chiari: non ho l’istinto di ritenere una cultura inferiore ad un’altra perché ogni cultura è relativa ad uno specifico “mondo”… eccezion fatta quando mi viene sbattuta in faccia con la pretesa di assolutizzarla ai danni della mia.

La cultura è quell’immenso software fatto di idee, parole, opere e omissioni, comportamenti, nozioni, che danno vita al nostro hardware e ci consente di interagire con il mondo in cui viviamo.

Per essere superficiale ma chiaro, se venissi catapultato in Amazzonia la mia cultura mi terrebbe in vita pochi minuti… ci sarebbe effettivamente poco tempo per interagire… relativamente a quel mondo sarebbe veramente inefficiente… all’inverso un aborigeno di quei luoghi non capirebbe in tempi rapidi l’importanza delle strisce pedonali.

Chiarito che non c’è per me una gerarchia di culture quando le consideriamo staticamente, come potessimo scattarne un’istantanea in un dato momento, c’è una grande differenza nella valutazione della cultura per la sua capacità evolutiva.

Se evoluzione dell’uomo vuol dire liberarsi dai problemi della sussistenza e della sopravvivenza, per poi iniziare a vivere comprendendo sempre più se stesso e l’universo, allora la cultura che accoglie la scuola come uno degli elementi più importanti del suo nutrimento è per me vincente, in proporzionalità diretta a quanta importanza le si dà.

Semplice: i libri consentono di assimilare in quantità e rapidamente software elaborati in anni dai nostri simili, arricchire quindi il nostro codice, avere come patrimonio comune la ruota senza doverla reinventare, moderare gli istinti prima del danno conoscendo la storia.

La scuola migliore (ad averla ed amplificarla) fornisce le chiavi di decifrazione di quei software, ne esalta l’assimilazione con il confronto e lo spirito critico, con l’unica regola invalicabile della libertà e del rispetto reciproco.

L’università della strada non credo possa dare lo stesso impulso.

La mia cultura mi porta a voler assimilare da te, la tua evidentemente è invece già piena di te.