Nessuna ma proprio nessuna delle persone che conosco avrà difficoltà ad ammettere che negli ultimi anni l’egoismo è aumentato… quanti saranno poi questi anni non è dato sapere.

Se chiedessi a mio nonno buonànima lo direbbe pure lui… e in realtà, avendo vissuto la guerra ne avrebbe forse più diritto…

Ma se ci si accorge dell’egoismo degli altri quando si vorrebbe un aiuto per sé, senza prima domandarsi di sé… non è questo stesso un atto egoistico?

L’egoismo percepito è in realtà sempre in relazione a bisogni materiali non soddisfatti e in second’ordine al negato supporto psicologico… e magari vi basterebbe un “quanto sei brava ne uscirai” o “avessi io la tua sensibilità” o “sono sempre qui se hai bisogno”… tutte stronzate ovviamente… e a me non bastano.

Ad un corso di sopravvivenza ho sentito affermare che l’uomo è un animale sociale e non può rimanere sano di mente se entro tre mesi non trova un compagno di comunicazione.

Basterebbe avere con sé una Siri o un Hey Google o un’Alexa per essere soddisfatti?

Secondo me rimarrebbe più sano di mente un eremita, che rivolge parola a dèi immaginari, almeno loro sì in grado di rispondere con senso.

Vado rapido… la risposta è no… la conversazione non è comunicazione… il 98% dello scambio di parole della nostra quotidianità (immagino faccia fico invece di 99%) non serve a nulla se non alla recita di rito per mantenere rapporti formali… a sfogarsi come vomitando in un cesso… magari in futuro mi servirà questo tizio… o in buona fede in attesa di chissà quale momento da vivere con una calma e tempo che non verranno mai.

La comunicazione è anche in un solo gesto (una carezza vi piace?), una parola, un’espressione, una posizione del corpo, che causino una “modifica” dello stato della persona che abbiamo di fronte… 

Non cominciate a immaginare scene romantiche!

Spesso la comunicazione è negativa… perché è più facilmente istintiva.

Perché ci sia una comunicazione positiva… persino verbale… magari una frase costruita con una subordinata di complemento… occorre impegno!

Ma il miracolo avverrà solo se il destinatario ha le porte aperte… è disposto ad accettare la possibilità di modificare il proprio “stato” qualunque esso sia… nel bene o nel male.

E se accade il secondo miracolo di una risposta da parte sua, dovremo essere noi ad avere le porte aperte.

Non posso non chiamare amore il chiudersi di questo circuito… anche fosse per un solo attimo… per una sola scintilla che accende l’animo e ci scalda e ci illumina per un tempo indefinito.

Torno a essere cinico… inutile cercare di alimentare questa scintilla… è una scintilla e rimane tale… cercare di alimentare un fuoco da questa ci impedisce di godere dei suoi effetti, via via calanti ma piacevoli e confortanti quanto un plaid di fronte ad un caminetto acceso che si affievolisce.

Nulla ci vieta però di ricercare nuove scintille… comunichiamo possibilmente sempre come usassimo un acciarino tremanti per il freddo… e già a valle di questo c’è solo il freddo dell’egoismo.