Quando si vive in un quartiere periferico di Roma, circoscritto e ben vivibile, alcuni aspetti dell’effetto “paesotto” sono anche piacevoli.

Ci si conosce quasi tutti almeno di vista, e all’unico supermercato disponibile è anche piacevole incrociare volti noti, e alcuni più che noti con cui si scambia qualche battuta.

Da queste brevi conversazioni a volte nascono idee geniali, ed è quello che modestamente mi è capitato ieri.

Incontro lei, sempre sorridente e ora stranamente cupa in volto… un ciao come va e la distolgo dal suo raccoglimento.

Inizia a raccontarmi cose purtroppo comuni di questi tempi… delle difficoltà economiche, della cassa integrazione, dei lunghi tempi per averla, della sorpresa nel vederla così esigua, del lavoretto in nero del marito dissolto nel nulla, il tutto condito da improperi verso i politiciCorrottiMagnaMagnaMacchenesannoloro ecc.

In questi sfoghi comprensibili c’è sempre qualche nota stonata che mi mette a disagio, perché la rabbia porta sempre a “gli altri devono” e non mai a un “io avrei dovuto”.  

Per ora resisto e tengo in canna qualche proiettile del tipo… la cassa integrazione è scarsa sì, ma serve per sopravvivere e non continuare con lo stesso tenore di vita skycentrico… viene calcolata sulle ore di contratto e non sulle ore “fuori busta” che lo sapevi prima sono “fuori busta”… lo Stato non è un’EASM (ndr Entità Astratta Stampa Moneta)… i servizi li finanzia chi paga le tasse… se si lavora in nero chi pensi paghi gli ammortizzatori sociali… et cetera.

Il soliloquio vira quindi sulla famigerata mascherina che ci rende schiavi… e io oggettivamente scomoda ma non l’avrei mai detto che il tessuto non tessuto avrebbe d’un colpo cancellato la Rivoluzione Francese e la Liberté conquistata… lei proprio proprio deve dare ragione ai “no mask”… e io intuisco che il sottogruppo di riferimento è quello dei “no oxygen no brain”, e improvvistamente capisco perché ad Aprile scorso è morto Takuo Aoyagi ingegnere giapponese inventore del saturimetro! Non per ironia della sorte ma sarà schioppato d’infarto!

Mentre ingurgito ogni parola con comprensione pur sempre piena condivisione, il mio occhio mai discreto cade su una confezione di sale rosa dell’Himalaya nel suo carrello e scherzando le chiedo se fosse caduto lì per sbaglio.

Al suo sguardo perso, rincaro la dose per rafforzare la mia ironia.

Le avrei fatto risparmiare l’acquisto fidandosi della mia alternativa casalinga… salgemma, un po’ di ruggine ben miscelata con qualche residuo del filtro della mia Brita, e qualche accenno di Cadmio e Piombo anche se un minimo cancerogeni… per essere rispondenti all’orginale ci vogliono!

Lei ride pensando ad un maldestro cazzeggio e mi confessa che gliel’ha suggerito una nutrizionista amica di un’amica molto fidata.

In quel momento il colpo di genio…

Ho capito che imporre le mascherine per decreto testimonia la pochezza della strategia dei nostri governanti… senza distinzione di colore politico ovviamente.

Avrebbero dovuto suggerire ad alcune amiche fidate che la mascherina salva la vita di qualcuno… il resto l’avrebbe fatto il contagio esponenziale di un altro virus non biologico.