Maestro, sono confuso.

Dimmi Abebio, parlamene.

Maestro, come tu insegni che le Leggi devono essere seguite in ogni caso a costo della vita, altri insinuano dubbi ed incertezze. Essi dubitano che Covidios sia ancora tra noi, tanto da rendere vane, con le loro parole, quelle stesse Leggi che per salvarci infliggono pesanti costrizioni a noi tutti, con le loro prescrizioni. Coloro che dubitano fanno breccia nel cuore e nelle menti della gente, stanca ed affranta. Il popolo vuole altro. Il popolo vuole una nuova strada che allevi le sue sofferenze.

Abebio che dicono costoro che dubitano?

Maestro dicono che Covidios è morto!

E questo ti basta per mettere in discussione le Leggi?

Sì Maestro.

Forse Abebio, anche in origine hai dubitato delle Leggi?

Sì Maestro.

Per credere nelle Leggi avresti voluto vedere con i tuoi occhi le opere terribili di Covidios? E ancor più Covidios in volto?

Sì Maestro.

Abebio, vorresti da me certezza che Covidios è vivo? Questo non è Buono e neppure Utile, poiché metterà a morte le Leggi per cui invece è lecito e giusto morire.

Vogliamo quindi entrambi partire dagli uomini per arrivare alle Leggi?

Sì Maestro.

Ebbene Abebio, qual è il punto di massima osservazione di costoro che dubitano delle Leggi?

Maestro, essi lavorano nel nosocomio di Atene e quello è il loro punto di osservazione, e lì non vi è più traccia di Covidios.

Costoro dunque hanno pur visto in vita Covidios? Tanto da averlo poi visto dunque morto? 

Dicono di sì Maestro.

Che volto dicono aveva Covidios a loro dire?

Maestro dicono che molti venivano ricoverati per la tosse ed avevano il petto mortalmente oppresso, tanto che il loro petto dall’alba al tramonto cedeva di schianto.

E come possono dire di non aver più visto Covidios?

Maestro dicono che nessuno più si rivolge a loro con tosse e petto oppresso.

Dunque Abebio, attento alle loro parole; nessuno di loro dunque può dire di aver visto Covidios in volto, ma solo i suoi effetti, e per questo nessuno può dire che essendo sparite le sue nefande gesta, Covidios sia sparito.

Vero, Maestro.

E Abebio dimmi, può la serpe del tuo giardino dire con quante serpi si contende la caccia sulla valle tutta, o non è forse l’Aquila a poterle contare una ad una, da un punto di osservazione più elevato?

E non è forse la luna a poter contare tutte le serpi tra tutte le valli che essa illumina?

E non è forse quindi il consesso di tutti i medici, di tutti i nosocomi della Grecia, a poter enunciare una maggiore verità? Ovvero che proprio ovunque sono scomparse le gesta di Covidios?

E non è forse anche questa un’opinione visto che nessuno di loro avrà visto in volto Covidios tanto da poterlo dire morto?

Vero, Maestro.

Male è Abebio dubitare delle Leggi ancora prima di saper dubitare delle nostre opinioni.

Dubitare prima delle opinioni nostre, e di quelle degli altri poi, ci rende migliori. 

Se cerchi la verità Abebio, sali verso l’alto, arrampicandoti sulla scala del dubbio, fino a quando potrai osservare le opinioni dall’alto.

Abebio, diamo dunque nome di Covidios al male che opprime il petto fino alla morte, allo stesso modo in cui nominiamo un essere vivente, attribuendogli dunque vita e capacità di azione e intenzionalità, e dunque persino una possibile strategia militare.

Ma senza averlo visto, e senza averlo combattuto con armi efficaci, abbiamo persino certezza di averlo sconfitto?

Non è forse più certo, seppur comunque meritevole di dubbio, che una qualche intelligenza gli abbia consigliato la ritirata?

O che il suo stesso intelletto l’abbia guidato ad una simil strategia?

Non è forse più certo, seppur meritevole di dubbio, che qualche alleato, di cui non abbiamo cognizione, abbia per suo o nostro vantaggio infertogli un colpo mortale?

Non è forse più certo, seppur meritevole di dubbio, che Covidios serpeggi nell’ombra, per ora sazio delle morti inferte, e pronto a riprendere la strada del suo cammino di morte?

Non è forse più certo, seppur meritevole di dubbio, che così come abbiamo immaginato Covidios dietro la tosse e il petto oppresso, possa nascondersi in altre gesta dissimili?

Puoi dunque negare con certezza queste mie affermazioni?

No, Maestro.

Allora perché puoi dar credito, persino potessi parlare con tutti loro al contempo, a coloro che lavorano nei nosocomi di tutta la terra conosciuta, che vedono ciò che vedono, e ignorano ciò che ignorano?

E se parlassimo invece dei grandi dottori di scienza, non sono forse loro maestri di coloro che lavorano nei nosocomi e meritevoli di maggior credito?

E non parli dunque di loro?

Non è forse più certo dar credito a loro che fuori dai nosocomi, come aquile che volteggiano sulla valle, e con una vista ancor più acuta, affermano di aver visto invece Covidios con i loro stessi occhi e di saperlo riconoscere fuori dal petto dei moribondi?

E neppure tra di essi la Verità trova casa, ma essi dispensano le loro verità, invero alcuni con l’onestà del dubbio, altri invece con la tracotanza alimentata dal piacere della visibilità e dell’applauso dell’umana folla e dell’umana follìa e dell’umana cecità.

Abebio, scegli tra di essi i giusti pioli su cui poggiarti per salire ancora più in alto, dunque quelli che con timidezza parlano delle loro ragioni e sanno dubitare di queste stesse per spingersi essi stessi ancor più su.

Abebio, stolto è sostituirsi alle Leggi, saggio è sapere di non sapere.